lunedì 15 dicembre 2008

Roditori

Sappiamo di essere un piccolo blog che ultimamente non è manco tanto aggiornato. Però ogni lunedì da un po' di tempo a questa parte, un po' il culo ci rode.
Sì perché non è bello vedere a Striscia La Notizia, Militello presentare le migliori simulazioni della settimana senza neanche fare un riferimento al nostro blog, quando lui addirittura sulle simulazioni di Pavel Nedved lo chiama Enzo Paolo Nedved...come in questo blog fatto da Febbraio 2006 a questa parte.
Guarda caso la rubrica di Stiscia la Notizia è nata dopo che abbiamo avuto un po' di visibilità nazionale con il nostro libro Non stimo Nedved & tutti gli antisportivi edito da Malatempora. Tra l'altro dopo che è stato recensito sulla Gazzetta dello Sport - Sport Week.
Sottolineo che di positivo c'è che almeno facendo vedere le simulazioni su una rete a livello nazionale sia data visibilità a queste porcate...
Continuiamo a grattarci il culo che rode.


(nella foto un'immagine che postammo anni fa quando Enzo Paolo Turchi partecipava all'Isola dei Famosi, fate voi i calcoli)

martedì 18 novembre 2008

Calaiò, cade, si butta, anzi no (secondo lui)



Diciamolo eravamo pronti con gli striscioni, i pennarelli. Stavamo per montare sul primo intercity per Fierenze; ci eravamo messi il vestito buono. Volevamo andare Siena a stringere la mano ad Emanuele Calaiò, ed esporre lo striscione "io stimo Calaiò"...tutto dopo questa dichiarazione domenica sera alla Domenica sportiva:

"Il rigore su di me non c'era, mi sono buttato, è stato un regalo e Dio mi ha punito, infatti l'ho sbagliato"
Evviva, la squalifica di Gilardino ha significato qualcosa. Il calcio è bello. Il calcio è pulit...ma poi lunedì sempre Calaiò:
"Si è trattato di una dichiarazione fatta a caldo e dettata dalla rabbia. Ero ancora fuori di me e magari, in quel momento, ho voluto giustificare il grave errore che avevo commesso nell'errata esecuzione del rigore, costata la vittoria alla mia squadra. Sono stato sbilanciato da una leggera trattenuta del mio avversario e ho perso l'equilibrio. Un episodio come magari ne possono accadere tanti nel corso di una gara. E riconosco che a volte vengono sanzionati e a volte no"

Okkei; niente da fare a Siena ci andiamo la prossima volta; e lo striscione lo usiamo per pulircici..(mah).
Chi è più scemo noi che ci crediamo o chi va ancora a vedere una partita allo stadio?
p.s.:comunque per noi quello non è rigore, nè oggi nè mai...

Davide, Golia e i calzoncini



Nel regolamento del calcio italiano ci sono alcune regole scritte e altre "non scritte"; tra quelle scritte non è prevista la regola che non ci si possa abbassare i pantaloncini in barriera; è scritto invece che non si può girare in mutande per il campo.
Il 
fair-play dice che non si possano fare vedere le braghe ad un avversario o al pubblico in segno di scherno; ma non è scritto da nessuna parte che abbassarsi i pantaloncini a gioco fermo sia una tattica antisportiva.
Poi in Italia c'è una regola "non scritta" secondo la quale le squadre grandi rimangono tali anche quando perdono. Così come le piccole, che al massimo possono essere definte "un miracolo"; (tipo Lazzaro che resuscita o la Madonnina di Civitavecchia che piange rosso)...
Ergo, il gol del
Catania contro il Torino è irregolare. Collina e Casarin minacciano gli etnei di non farlo più. Un comportamento antisportivo insorgono tutti. Ok, sarebbe bello condannare allo stesso modo chi segna di mano, chi si butta, chi protesta, chi spezza le gambe.
Aspettiamo la prossima punizione di Alex o C.Ronaldo per apprezzare i bei gesti tecnici; di Mascara, di Gianni Vio il secondo di Zenga, uno che fa il bancario a Mestre dal lunedì al venerdì e che nel tempo libero studia come fare gol sui calci piazzati, uno che ha scritto anche
un libro sull'argomento ("più 30%") ne parliamo la prossima volta...
Forse in Italia le squadre piccole non possono essere semplicimente più brave e più astute per battere le grandi; devono aspettare che Golia le schiacci o le mandi in serie B.
Forse ci vuole Mourinho per spiegarlo ai giornalisti.

giovedì 13 novembre 2008

Lo sport come ragione di vita

qua http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/sport/hockey-portiere/hockey-portiere/hockey-portiere.html

Articolo su di noi su SudSport.it







Varata nel 1975 dal C.I.F.P. - Comitato Internazionale Fair Play - la Carta del Fair Play è un decalogo internazionale dei nobili principi a cui dovrebbe ispirarsi chiunque si accosti a qualunque titolo allo Sport, quello con la esse maiuscola.

CARTA DEL FAIR PLAY
“Qualunque sia la mia funzione nello sport, anche quella di spettatore, mi impegno a: 1. Fare di ogni incontro sportivo un momento di privilegio, una specie di festa, qualunque sia l’importanza della posta e la virilità della gara; 2. Conformarmi alle regole e allo spirito dello sport praticato; 3. Rispettare i miei avversari come me stesso; 4. Accettare le decisioni dell’arbitro o dei giudici sportivi, sapendo che, come me, hanno diritto all’errore, ma che fanno di tutto per non commetterne; 5. Evitare la cattiveria e le aggressioni con atti, parole o scritti; 6. Non adoperare espedienti o inganni per ottenere un successo; 7. Restare degno nella vittoria come nella sconfitta; 8. Aiutare ognuno con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione; 9. Portare aiuto ad ogni sportivo ferito o in difficoltà tali da mettere in pericolo la propria vita; 10. Comportarmi da vero ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi suddetti. 
Prendendo questo impegno, mi riconosco come un vero sportivo.”


Ci sono calciatori che si fanno amare per la propria classe ed eleganza. Altri che si fanno odiare per le loro carenze e ingenuità. E ci sono quei calciatori che al di là delle qualità tecniche, non meritano la stima degli amanti del football: a questa categoria di calciatori, presi a modello (negativo), Il giornalista-scrittore foggiano Giovanni de Paola e Daniele Fisichella, hanno dedicato
un libro dal titolo emblematico: Non stimo Nedved & tutti gli antisportivi (Malatempora, 144 pagine, 10 euro).
Nato dal blog,
http://www.nonstimonedved.tk/, il libro intende riportare i numerosi episodi di antisportività perché “la gente non si meraviglia più di simulazioni, pugni o qualunque atto antisportivo” - spiega Giovanni de Paola - anzi lasciamo correre e giustifichiamo tutto quello che si può riassumere col termine fottere”.
Dal massaggiatore
Carmando, che impone ad Alemao colpito da una moneta a rimanere a terra per vincere a tavolino, alle “prodezze” di Pasquale Bruno o’ animale, l’ironia pungente che pervade il libro analizza e condanna i cattivi comportamenti di calciatori di mezzo mondo: Nedved ne rappresenta così solo uno degli ispiratori, ma in compagnia di tanti colleghi.
E pensare che l’idea originaria - ribadisce de Paola - era quella di fare una sorta di paradiso, purgatorio e inferno. Ma ci ha fatto desistere il numero troppo basso di episodi positivi, che non riuscivano a bilanciare quelli antisportivi. Del resto - è l’amara considerazione di de Paola - è un po’ come le notizie quotidiane: fa maggiore presa sul pubblico una cattiva rispetto a una buona”.
Il libro ha anche una garanzia targata
Paolo Ziliani, giornalista Mediaset noto per le pagelle di Controcampo, che ha firmato la prefazione al libro, giudicandolo “il più bel libro uscito negli ultimi tre quattro anni nel pianeta pallone”. L’intero pianeta pallone, compresi, purtroppo, gli antisportivi.

tratto da SudSport a questo link
http://www.sudsport.it/news.asp?cat=25&id=13
Autore: Fulvio di Giuseppe

domenica 9 novembre 2008

United colors of bomber









Oggi hanno segnato due giovani belli e e abbronzati: Zalayeta, Jeda.

(Cicinho ha fatto autogol)

E dall'altra parte

Ivan Ramiro Cordoba in Inter - Udinese entra da macellaio a piedi uniti su un avversario e viene solo ammonito.

Al gol al 93esimo di Cruz Jose Mourinho guarda la tribuna e fa il gesto col dito di stare zitti. Poi si presenta ai microfoni di Stadio Sprint e quando gli chiedono perché ha zittito la tribuna dice: "Dicevo a un mio amico".


Giusto per dirne un paio

Considerazione al di là del fair play.

Chievo - Giuvenza
Due tocchi di mano involontari dei difensori juventini in area e nessun rigore concesso al Chievo.
Un tocco di mano involontario, un rigore concesso alla Giuvenza.
Un calcio di Sissoko nettamente fallUoso da rosso e niente espulsione.
Longhi a Novantesimo minuto commentando la moviola dice solo: "Ci vorrebbe più uniformità"...
E cappello per Del Piero...
ma siamo tornati al passato?


martedì 4 novembre 2008

Bologna - Roma, per pochi, ma non per tutti



Scrive Fabio:

Sono tifoso della Roma da 25 anni, purtroppo per ragioni pratiche sono impossibilitato ad andare allo stadio per seguirla.
Quando posso vado. Sabato potevo. Stavo aspettando con ansia le disposizioni del famigerato CASMS (che non è il Centro Assistenza Sanitaria Malattie Senili, ma sta a significare Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive). E il famigerato CASMS non ha tradito le attese: vendita biglietti ristretta solo ai residenti in Emilia Romagna (http://www.bolognafc.it/page.asp?p=11Biglietteria_4&m=11&l=1). I tifosi romanisti che vivono e studiano a Bologna se la possono beatamente prendere in quel posto.
Bisogna reprimere. Reprimiamo. Non importa se il rischio è minimo o massimo. Reprimiamo. Vediamo gente di dubbia moralità che spende ("spendere" è proprio il termine giusto) parole e attua provvedimenti a dir poco discutibili ("La Tessera del Tifoso" è solo l'ultima genialata), quando dovrebbe solo avere il buon gusto di stare almeno in silenzio (un ministro che parla di REPRESSIONE condannato per resistenza a pubblico ufficiale).
Io non ci sto. Sono una persona e un cittadino che non ha mai fatto casini, sono incensurato, non ho mai fatto del male a nessuno. Sono solo uno studente fuorisede residente FUORI REGIONE. Se ci sarà, spero di no, qualche delinquente RESIDENTE IN EMILIA ROMAGNA che userà la violenza, se ci saranno scontri? Chi me lo dice che gli esagitati rimarranno fuori lo stadio?
Domenica si presenteranno ugualmente centinaia (se non migliaia) di romanisti, sparsi tra il pubblico, a dire il vero solitamente poco numeroso, bolognese. Io ci andrò comunque, perché, parafrasando un noto slogan di questo periodo, LA LORO CRISI (di "Buon Senso",
diciamo così và) NON LA PAGO. Farò quello che ho sempre fatto: tifare per la Roma (magari stavolta in silenzio). Perchè almeno la libertà di tifare non me la tolgono.
Ma la voglia di andare allo stadio si.
Un tifoso stufo.

lunedì 3 novembre 2008

El pollo de Messi

Lionel Messi, 21 anni da Rosario (Argentina). E' un fenomeno, un calciatore che vale da solo il prezzo di un biglietto. Dopo "el pollo" (lo sputo) al brasiliano Duda del Malaga per quante giornate verrà squalificato?



Pensava forse il piccolo argentino (detto "la pulga", la pulce per la statura e la rapidità) che la piogga avrebbe "lavato" il suo piccolo gesto?
Le telecamere vedono tutto (Gilardino docet); strano che "el Messías" (sempre Messi, che alcuni credono il vero erede di Diego) non se lo ricordi; la tv (e ovviamente nonstimonedved) lo beccò impietosa anche due anni or sono quando segnò, con la mano all'Espanyol



Se due indizi fanno una prova, Lionèl Messi resta un campione ma diventa di diritto un'antisportivo.

domenica 2 novembre 2008

Due pesi due misure



(Inviato dal nostro amico tifoso napoletano Berny a:ilcalciochenonstimiamo@gmail.com)

Roma-Napoli: non succede nulla, solo Trenitalia che fa casino coi treni, nessun ferito e qualche danno ai treni (nemmeno se sommi il costo di tutti i treni di Trenitalia si arriva a 100.000 euro!!) (inchiesta a riguardo di Enzo Cappucci per Rai News 24)

Siena-Roma: 4 tifosi arrestati con l'accusa di tentato omicidio (quando si rubricano i reati è il pm a imputarli) + 15 euro di danni a Trenitalia

Reggina-Catania: uno steward ferito con un'arma da taglio da tifosi catanesi

Bologna-Juve: un tifoso juventino colpito da un sasso è grave e viene ricoverato

Qual è l'unica tifoseria che è stata smisuratamente punita????

Il Napoli. Chiusa la curva per 4 giornate e proibite tutte le trasferte per la stagione 2008/2009

Dove porta il pregiudizio



Non è simpatico a chi non porta i suoi colori. Ha l'aura del vincente e anche quando compie un gesto nobile il pregiudizio lo rende attaccabile. Mourinho ieri a Reggio Calabria si è avvicinato a bordo campo a un ragazzo disabile e gli ha teso la mano dandogli qualcosa.
Dall tribuna si è subito gridato alla scandalo: "Gli ha dato una moneta! Bastardo!" Ai più pareva avesse fatto l'elemosina al ragazzo. Addirittura il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, si sarebbe diretto negli spogliatoi al fischio finale per chiedere conto di quel gesto.
Purtroppo per chi ha pregiudizi verso l'antipatico Mourinho, il portoghese aveva dato in mano al ragazzo un crocifisso che la moglie aveva preso a Fatima qualche anno prima. Mourinho lo portava con sé da 3-4 anni. A Striscia la Notizia si direbbe, Tapiro d'Oro per il sindaco e per tutti i contestatori.
Scopelliti: «Con Mourinho c’è stato soltanto un equivoco. Mi sono persino scusato una volta che mi ha confermato la bontà del suo gesto, che agli occhi di molti dei tifosi presenti in tribuna era apparso un gesto offensivo»

Questo post non è stato redatto per sostenere che Mourinho sia simpatico o un benefatottore. Solo per sottolineare a cosa può portare il pregiudizio.


martedì 28 ottobre 2008

Squalificato Gilardino: «Antisportivo»

Tratto da Corriere.it

L'attaccante della Fiorentina fermato per due giornate dopo la prova tv. Mentre Ibrahimovich è stato graziato

MILANO - Il giudice sportivo ha squalificato per due giornate Alberto Gilardino. L'attaccante della Fiorentina, ieri a segno con una mano nel match che i viola hanno vinto 3-1 a Palermo, si è reso protagonista di una «una »condotta gravemente antisportiva«. Il giudice sportivo ha valutato l'episodio con l'ausilio delle immagini televisive.

IL GIUDICE - Secondo la ricostruzione del giudice Gianpaolo Tosel, l'attaccante viola «al centro dell'area di rigore avversaria si lanciava in avanti, affiancato e contrastato nell'azione dal calciatore palermitano Dellafiore, per raccogliere il passaggio di un compagno proveniente dalla fascia laterale sinistra del campo». «Nel tentativo di raggiungere il pallone -si legge nel documento reso noto dalla Lega Calcio-, entrambi gli antagonisti cadevano in scivolata a terra e, da tale posizione, il Gilardino, con rapido movimento, protendeva in avanti l'avambraccio destro, colpendo il pallone e deviandolo in rete. L'arbitro» Emidio Morganti «convalidava la segnatura». Il giudice, che ha agito dopo la «rituale e tempestiva segnalazione del Procuratore federale», «ritiene che, nell'esclusione di ogni ragionevole dubbio, il gesto compiuto dal Gilardino, per la sua peculiare dinamica, sia stato volontario, intenzionale e non determinato nè condizionato dalla condotta tenuta dal Dellafiore negli attimi antecedenti». Poichè «la realizzazione di una rete colpendo volontariamente il pallone con la mano costituisce» secondo il regolamento «una condotta gravemente antisportiva, ne consegue l'ammissibilità della proposta prova televisiva e la sanzionabilità».


E come non dare ragione a Miccoli

Difficile dare ragione a Mosca...lo facciamo

lunedì 27 ottobre 2008

Princess Diana








Entrataccia di Aimo Diana su EnzoPaolo Nedved nel derby di sabato 24 ottobre

"Ognuno è vittima ed assassino...
" dice in una canzone De Gregori.



La furbizia del Gilardino



Lo spettro di Diego Armando colpisce ancora il campionato più bello d'italia. Ieri Palermo e Fiorentina stavano 0-0, un partita bella. Cross dalla sinistra di Santana per Gilardino, l'attaccante è marcato, scivola insieme al difensore ed insacca. I rosa-nero protestano, Gila esulta.


E' un chiaro gol di marca Maradona,Rapajic o Guly, Adriano o Messi,come si può vedere:

«È stata una situazione involontaria, ho ricevuto una ginocchiata da dietro e l'ho presa di mano. Sarebbe stato rigore», dice l'attaccante di Biella.
"Non mi sono sentito a disagio dopo il gol. Questa notte - assicura Gilardino - dormirò. Oltre a questo episodio abbiamo meritato la vittoria, abbiamo avuto molte situazioni da gol».

E allora perchè hai esultato? «È stata talmente veloce l'azione che non me ne sono reso conto, poi ho visto le immagini e lo ammetto l'ho presa di mano».

Chapeau!

sabato 25 ottobre 2008

La carezza di Didier

"ripensandoci avrei voluto tirargli un pugno"

Parole di Didier Drogba, attaccante (adesso infortunato) del Chelsea. Il goleador è anche scrittore infatti ha pubblicato una biografia in cui confessa di non aver mandato giù l'espulsione nella finale di Champions contro il Manchester. In particolare c'è l'ha con Vidic, il difensore dei "reds".

ecco cosa è successo:



continua sempre Drogba: "ho rivisto le immagini e credo che sia stato completamente ingiusta la mia espulsione, soprattutto perché la partita era praticamente finita e non ho fatto nulla di violento".
L'arbitro però ha visto la "carezza" di Didier sul volto di Vidic, che nonostante tutto è rimasto in piedi. Forse il tocco era troppo leggero o probabilmente un cristone di 1,90 come Vidic se si fosse buttato a terra avrebbe fatto ridere chiunque.
Rosso per Didier e considerate le intenzioni ci sta tutto; "Un pugno in una carezza" parafrasando il grande molleggiato.

giovedì 23 ottobre 2008

Parola di SpecialOne




«Non sono più il coach del Chelsea - ha detto Mourinho - e quindi non devo più difendere i giocatori di quel club. E credo che sia corretto dire che Drogba è un simulatore». Gli strali dell’allenatore nerazzurro hanno raggiunto anche Fernando Torres, Cristiano Ronaldo e Robin Van Persie, altri tre che in Inghilterra si sono fatti la fama di cascatori. «Drogba, Ronaldo, Torres e Van Persie sono dei tuffatori - ha continuato Mourinho -. Chi si tuffa di più? Chi ha ottenuto più rigori negli ultimi anni? C’è da dire però che il calcio inglese è quello nel quale i cascatori sono criticati maggiormente».Detto questo, il tecnico di Setubal spiega la sua filosofia sui comportamenti degli attaccanti in area di rigore. «Odio le simulazioni - ha aggiunto - ma non sono felice se un mio giocatore viene colpito da qualcuno in area e prova a restare in piedi. È molto, molto difficile che un arbitro conceda il rigore se non vede il giocatore cadere, perciò io dico ai miei uomini di essere onesti, ma non ingenui».

p.s. parola del blogger: onesti ma non ingenui. Mister Mou la sa lunga, e sputa (ma solo acqua) contro i simulatori; aspettando che lui non sia più l'allenatore dell'Inter per sapere chi sono i simulatori neroazzurri, lo stimiamo solo a metà.

domenica 19 ottobre 2008

Presentazione libro "Non stimo Nedved"




29 Ottobre Mercoledì presentiamo a Bruxelles presso la libreria Piola (Piola Libri 66-68 rue Franklin - vicino Schuman) il nostro libro "Non stimo Nedved", di Giovanni de Paola e Daniele Fisichella. (Editore Malatempora)
Appuntamento alle 18,30 ,venite a sostenerci!!!!

Interviene Stefano Troilo, giornalista, a moderare l'evento.
Recensito da Gazzetta dello Sport - Guerin Sportivo su tutti.

Tratto dalla prefazione di Paolo Ziliani (Controcampo):

”[...]E’ il più bel libro uscito negli ultimi tre quattro anni nel pianeta pallone[...] Nonstimonedved & tutti gli antisportivi” è il libro che avremmo sempre voluto leggere e che non abbiamo mai letto. Un libro che stana, e denuncia, le malefatte dei pedatori, italici e non: un campionario di furbate e meschinerie sfoderate a man bassa da carneadi come Bilica o Barton, o da campioni come Nedved o Zidane, nella convinzione – generalmente esatta – di poterla sempre fare franca. Prima con l’arbitro (meglio se affiliato alla Cupola), poi coi mass-media (meglio se asserviti al potere). Quelli che non c’erano, o se c’erano non vedevano e non sentivano. E quindi non scrivevano. E non raccontavano…[...]"

sabato 18 ottobre 2008

Calci durissimi

Calci durissimi e scontri tra tifoserie contro tifoserie e tifoserie contro polizia...
Messi massacrato, Ronaldinho che usa le mani, Adriano nel suo doppio pugno e tantissimo calcio internazionale, nel video sotto:


giovedì 16 ottobre 2008

Brian Clough; la legge sono io

tratto da: http://ukfootballplease.blogspot.com/

Nel 1989, Brian Clough (1935 - 2004), famoso manager del Nottingham Forest era entrato in campo mentre alcuni tifosi della sua squadra stavano festeggiando un successo sul Queen' s Park Rangers. Non faceva ancora troppo freddo in Inghilterra e così Brian era senza cappotto, che un po' impiccia sempre. Il Nottingham aveva appena raggiunto la semifinale della Littlewoods Cup, ai tifosi era parsa una buona idea quella di andare ad abbracciare i loro giocatori. Ma a Clough no. Era un tipo famoso per avere le idee chiare. Molto tempo prima del fatto disse che i teppisti andavano ricercati tra i presidenti di società. Quella sera il cowboy è andato a cercare i teppisti in campo. Prima ne ha agguantato uno per il collo e gli ha dato un calcio nella schiena, poi ha preso la rincorsa e sbilanciando il corpo in avanti ha sparato un destro sulla mascella di un ragazzo. Un altro lo ha acchiappato per la testa. Difficile che il cowboy possa smentire la sua caccia selvaggia. L' ha inquadrato la tv, lo hanno fotografato i giornali, è stato anche ripreso da una telecamera a circuito chiuso.. che aveva immortalato il tutto!
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Noi ci mettiamo il servizio video su Brian Clough

venerdì 3 ottobre 2008

A Napoli non successe nulla di strano

Un'inchiesta di Enzo Cappucci per Rai News 24 per dimostrare che il 31 Agosto non è successo nulla di particolare.



Prima Parte


Seconda Parte

Franco Brienza si ferma e non segna



La partita è Palermo - Reggina 1 a 0

Fascismo nel calcio

Un articolo di Repubblica.it
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/sport/calcio/calciatori-fascisti/calciatori-fascisti/calciatori-fascisti.html

giovedì 2 ottobre 2008

Resta la frase



"Non si esalta nella vittoria, non si deprime nella sconfitta".

Un giornalista si riferiva a un giocatore di basket pugliese, al tg3 regionale all'ora di pranzo in Italia. Su msn non mi sanno dire chi sia il giocatore in questione.
Resta la frase da far propria come prezioso tesoro.

mercoledì 1 ottobre 2008

Carlo Nesti aborre



Insultato dai tifosi allo stadio di Torino durante la cronaca RAI di Torino Lazio chiude il suo sito web per protesta.
Strano, ormai sembrava che i giornalisti in tribuna si fossero abituati a tacere anche di fronte alle sputazze.

link da corriere.it con cui collabora Nesti: QUI

spiegazione audio di Nestone sul suo sito, qui: QUO

terzo link: QUA

per i nomi dei 3 in tutte le lingue leggere qui di seguito:

  • Tedesco : Tick, Trick und Track
  • inglese : Huey, Dewey and Louie
  • Arabo : سوسو, لولو, توتو (Swsw, Lwlw, Twtw)
  • Danese : Rip, Rap og Rup
  • Spagnolo : Hugo, Paco y Luis
  • Esperanto : Hui, Dui kaj Lui
  • Estone : Hups, Tups ja Lups
  • Finlandese : Tupu, Hupu ja Lupu
  • Francese : Riri, Fifi et Loulou
  • Greco : Χιούι, Ντιούι και Λιούι (Khioúi, Dioúi ke Lioúi)
  • Ungherese : Tiki, Niki és Viki
  • Indonesiano : Kwak, Kwik dan Kwek
  • Islandese : Ripp, Rapp og Rupp
  • Italiano : Qui, Quo e Qua
  • Giapponese : ヒューイデューイルーイ (HūiDūiRūi)
  • Olandese : Kwik, Kwek en Kwak
  • Norvegese : Ole, Dole og Doffen
  • Polacco : Hyzio, Dyzio i Zyzio
  • Portoghese : Huguinho, Zezinho e Luisinho
  • Russo : Билли, Вилли и Дилли (Billi, Villi i Dilli)
  • Svedese : Knatte, Fnatte och Tjatte
  • Ceco : Bulik, Dulik a Kulik
  • Turco : Can, Cin ve Cem



lunedì 29 settembre 2008

Un po' di tutto

Un po' di tutto: antisportivi + divertenti

venerdì 26 settembre 2008

La favoletta del calcio british

C'era una volta il calcio britannico. Quello muscoli, cuore e palla lunga al centravanti. C'era una volta un calcio che vinceva poco in europa (anni '80). Un calcio dove gli arbitri lasciavano spesso correre, da qui l'espressione "arbitraggio all'inglese". Oggi il calcio inglese è sicuramente cambiato, ci sono più stranieri e i grandi club vincono anche all'estero.
Oltremanica però non è un caso vedere dei veri interventi brutali, come quello di Taylor sul carioca-croato Eduardo dell'Arsenal.
O come questo dell'austro Pogatez su Rodrigo Possebon.
Dopo questa entrata i dirigenti del Manchester hanno deciso che quando si riprenderà dall'infortunio cambiarenno il nome sulla maglietta in "Nonpiùbon".

martedì 23 settembre 2008

La palla a Facchetti

Negli anni '80 - '90 sul settimanale per ragazzi "Il giornalino" c'era una rubrica intitolata "La palla a Facchetti". Rispondeva alle domande dei lettori e, ovviamente, era accessibile a un bambino di 5 anni.
Incredibile come rispondesse con intelligenza a ogni domanda anche la meno intelligente...e non erano poche.
Ringrazio i miei spacciatori di "Il Giornalino". A 5 anni ho iniziato a leggere quello che scriveva un uomo di sport.





dall'unica fonte su cui ho trovato la notizia: Inter.it

CESANO MADERNO (Milano) - Momenti di grande emozione questo pomeriggio a Cesano Maderno, in provincia di Milano. Alla presenza del sindaco locale, Paolo Vaghi e di alcuni membri dell'amministrazione comunale, è stata intitolata una piazza a Giacinto Facchetti, indimenticato e indimenticabile campione nerazzurro. L'Inter non ha voluto mancare all'evento. Presente la signora Bedy Moratti, in rappresentanza della proprietà e i due campioni argentini Javier Zanetti ed Esteban Cambiasso. Commoventi le parole in ricordo del diciannovesimo presidente della storia nerazzurra, pronunciate dal figlio Gianfelice Facchetti (presente con il fratello Luca e lo zio Luigi Facchetti), dalla signora Bedy, da Javier Zanetti e da Esteban Cambiasso. Presenti anche alcuni ex calciatori della Grande Inter, tra i quali Luis Suarez e Aurelio Milani, oltre all'avversario di innumerevoli derby Lodetti. Durante la cerimonia è stata letta una lettera del presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni.

sabato 20 settembre 2008

Come arrivare tranquilli alla pensione




Dall'intervista del Corriere della Sera con Valentina Vezzali emerge una risposta interessante da commentare.
http://www.corriere.it/politica/08_settembre_17/doppio_senso_vezzali_491f420e-848e-11dd-be21-00144f02aabc.shtml?fr=correlati
[...]Intervistatore:
Valentina Vezzali vota per il Pdl?

Valentina Vezzali
«Da atleta sono super partes: ora io voto per l'Italia e per lo sport. Quando mi sarò ritirata, dirò come la penso e, magari, se intendo entrare in politica»[...]

Perché Valentina deve dirci se entrerà in politica? Perché Valentina deve anche porsi il dubbio se entrare in politica o no? Qual è il suo background che le consente di pensare di entrare in politica? Oltre a essere una grandissima campionessa nello sport che preparazione ha per poter pensare di porsi tale quesito?
Forse dovrebbe consultarsi con Iva Zanicchi, Bud Spencer e Provolino per chiarirsi le idee!
ops...

Giusto per rinfrescare la memoria

giovedì 18 settembre 2008

"Al fin della licenza, io non perdono e tocco”



Il mondo del calcio si stringe attorno a Mimmo Giuliano, centrocampista della Maceratese e marito di Valentina Vezzali. Giuliano ha cercato di salvare il salvabile dichiarando "non capisco come si possa vedere malizia nelle parole di Valentina", mentre lucidava una spranga. A occhio e croce non lo capisce il 98% degli italiani, più o meno quelli che non sanno che nella scherma toccare significa portare a segno una stoccata. Ovviamente non lo capisce nemmeno Vespa, che si affretta a precisare "toccare in senso tecnico, in senso tecnico" riferendosi alla stimolazione di parti intime.

“Non me ne frega niente, se anch’io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato; coi furbi e i prepotenti, da sempre mi balocco, e al fin della licenza, io non perdono e tocco” (Cirano di Bergerac)


venerdì 12 settembre 2008

Perché gli italiani piacciono tanto all'estero

Il suo calcio non è champagne, però la sua simpatia non ha limiti. Dopo gli strafalcioni linguistici in giro per l'Europa...ora è il momento dei capitomboli in conferenza stampa...letteralmente!

Stadio di guerra









La "stagione del dialogo" tra polizia e tifosi del calcio italiano è già finita. Oltre alle trasferte vietate dalla A fino all'Eccellenza le "autorità" studiano nuove misure (quelle post Raciti e Sandri sono già vecchie, non sono passati neppure 2 anni).
Antonio "i morti fanno parte del sistema" Mataresse propone: "se necessario costruiamo celle negli stadi per mettervi subito dentro chi delinque". In attesa di capire se è necessario, magari aspettando che succeda qualcos'altro ma mai senza fermare il campionato per carità se no si puniscono i tifosi e le città (e toccate tutto ma non il nome della città, De Laurentis e altri docet), la proposta potrebbe essere un'altra. Le partite giochiamole direttamente nelle carceri, la Uisp lo fa da anni. Così risparmiamo soldi e offriamo uno spettacolo anche a chi (detenuti e secondini) non ha molto svago la domenica.

Così la Uefa sulla proposta Matarrese: "meglio impedire che i violenti entrino negli stadi piuttosto che metterli in gabbia. Noi siamo a favore di un coordinamento europeo per l'interdizione dagli stadi in modo che le varie frange di teppisti possano essere bloccate anche oltre i confini".

Ah scusate,forse il rimedio è la T-shirt.



martedì 9 settembre 2008

CHE C'AZZECCA



Quattro giornate con le curve chiuse al San Paolo. Così ha deciso il giudice sportivo per i fatti accaduti all’interno dell’Olimpico (test di reattività sugli steward con tricchettrac). Altri valuteranno quello che è accaduto fuori e di cui si ha un assaggio nel video.



De Laurentis è offesissimo, minaccia di mollare tutto (ci stiamo credendo tutti), a Roma erano pochi mariuoli (il video lo dimostra chiaramente). Non deve PAGARE LA CITTA’. Quale atrocità, far PAGARE LA CITTA’. Finalmente abbiamo capito qual è il male assoluto nella storia: far PAGARE LA CITTA’. Poi se proprio devono pagare le città, perché Napoli sì e gli altri no.

In questi momenti nessuno c’entra nulla con gli ultras. Soprattutto i presidenti non c’entrano mai niente con gli ultras, tranne quando c’è da foraggiarli, da farsi acclamare, da unirsi a loro per insultare l’arbitro, da usarli per cacciare l’allenatore. Ora il Viminale sbrigherà sempre più agevolmente le questioni vietando ogni trasferta ritenuta a rischio. Uno studio da noi commissionato a Luigi Crespi (nella foto sotto) dimostra chiaramente che nel 2010 le uniche partite con pubblico saranno Albinoleffe-Chievo e Nazionale cantanti-Nazionale piloti.

sabato 6 settembre 2008

Respirazione bocca a bocca



No, non ci siamo estinti.
Dove eravamo finiti?
No, non abbiamo boicottato le Olimpiadi pekinesi.
Abbiamo studiato. Cosa?
Altre nuove mille evoluzioni per questo blog. Il tema è lo stesso: lo sport come mezzo educativo.
A volte ci arrivano minacce varie (per lo più da chi non ha capito lo spirito di questo blog soffermandosi al fatto 'ma che cattivi che non volete bene a Nedved').
Ma ormai crediamo che quello che cerchiamo di dire sia chiaro e continuare a spiegarlo dopo 2 anni e mezzo di attività è fuori luogo...quindi ci riproviamo.

Nella Costituzione Italiana, lo Sport viene visto sotto: * FONTE PRIMARIA E FONDAMENTALE DEL NOSTRO ORDINAMENTO GIURIDICO

Sarebbe cosa buona e giusta rispettarne le regole senza cercare di imbrogliare...mettiamola così.

venerdì 18 luglio 2008

Tavoli di ciliegio

Galliani fa firmare in diretta a Ronaldinho il contratto con l'A.C. MIlan...



Dove abbiamo già visto firmare un contratto in diretta TV? Mah...
Da chi avranno preso ispirazione? Mah...
Abbiamo un dejavu? Mah...

martedì 15 luglio 2008

El magnone

mercoledì 2 luglio 2008

El Niño!

Dal sito olandese http://www.voetbalnext.nl/ ci accorgiamo di un filmato di YouTube in cui il matador della nazionale spagnola Fernando Torres è protagonista.
Si tratta di un torneo giovanile del 1996 in cui si affrontanto il Milan e l'Altletico Madrid. L'età degli sfidanti è di 12-13 anni. 4 a 0 per l'Atletico. I primi 2 gol sono causati da tiri di Torres parati e ribaditi dai suoi compagni in rete. Gli altri 2 gol sono sue firme personali.
Anche una decisa azione fallosa su un avversario...in cui El Niño dimostra di aver sempre avuto un carattere bollente (e a volte insopportabile) in mezzo al campo.
Ecco a voi i suoi colpi!
Fernando Torres Sanz

giovedì 26 giugno 2008

Germania: se vincono co 'sto portiere...

Jens Lehmann al Milan era una famosa saponetta.
Ieri: primo goal sotto le gambe, secondo mettendo le mani a terra quasi in segno di resa.
Nel video sotto dipinto della tv inglese.

mercoledì 25 giugno 2008

Responsabilità


Nella foto a sinistra: un calciatore che nella partita più importante della sua carriera si è preso la responsabilità di calciare un rigore decisivo.









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Nella foto a sinistra: un calciatore che nella sua ultima partita di livello internazionale (nel 2010 avrà 36 anni) è stato messo in lista come numero 5 per tirare il calcio di rigore dopo essere entrato a 5 minuti dalla fine. Che senso ha mettere il miglior rigorista italiano capocannoniere del torneo, da sempre spara-rigori (forse la cosa che gli riesce meglio) ultimo in lista?

Qui un articolo di Giampiero Mughini


[...]
Su tutte, una spilla mi trafiggeva: la delusione di non aver visto Alex Del Piero tirare quello che doveva essere il nostro quinto rigore[...]

giovedì 19 giugno 2008

In their shoes

Così dicono gli anglosassoni. Noi italiani diciamo "nei loro panni".
Cosa avremmo fatto noi vestiti di azzurro-savoia al posto dei figli del calcio totale e dell'onestà totale?
La parola, e la cinepresa, al massimo esperto del nostro carattere nazionale.


martedì 17 giugno 2008

prima di leggere, fate gli scongiuri

Su Olanda-Romania si è detto troppo, lasciando stare i pavesini, Platini e le telefonate di Donadoni mi sembra che questo articolo sia da segnalare.
"...Van Basten che dovrebbe aiutare l'Italia (magari come indennizzo per le decine di miliardi nascosti al fisco, con la ovvia connivenza di chi lo pagava), eccetera: peccato che questa riscoperta dell'etica sportiva si scontri con una considerazione anch'essa molto sportiva. L'Olanda non è una squadra demotivata che deve essere incentivata ad impegnarsi per strappare almeno il pareggio alla Romania, ma una delle favorite alla vittoria finale che come onesta strategia dovrebbe avere quella di eliminare il prima possibile due serie concorrenti come Italia e Francia. Adesso moribonde, ma che non sarebbe fantacalcio veder prevalere in un quarto di finale contro la Spagna per ritrovarle magari gasate in semifinale...."
[...]se Van Basten non mettesse in campo le riserve con l'ordine di essere morbide renderebbe all'Olanda solo un cattivo servizio. Si è messo lui nelle condizioni di scegliere ed è stato bravo a farlo, ci siamo messi noi nelle condizioni di subire le decisioni di altri come quattro anni fa.[...]

eravamo troppo impegnati a pensare al biscotto che nessuno gli ha misurato il q.i.


lunedì 16 giugno 2008

Perché si dice biscotto?



Perché in passato si usavano le gallette per somministrare gli anabolizzanti ai cavalli da corsa.

(fonte: De Mauro Paravia? No, un maniaco che segue il tg5: grazie)

Snai

Quattro anni fa, 2 paesi così nordici, da essere nel nostro immaginario collettivo così sportivi da non doverci preoccupare, sbatterono fuori l'Italia con un, dimostrandosi più italiani degli italiani. A seguito di quel precedente, in Italia c'è l'odierna psicosi .

L'Olanda non è nel nostro immaginario simbolo di sportività, quindi forse non ci fregano.

Nel video sotto, scommettitori da cui non accetterei mai consigli alla Snai.

venerdì 13 giugno 2008

Per il rispetto degli emigranti in Svizzera (proviamo così)


CHIUNQUE SCENDA IN CAMPO (e nonostante il nostro allenatore): DATEVE DA FA!!!

come dare la carica: Bilic

La Croazia è la squadra rivelazione di questi europei fino ad adesso, dopo la vittoria di ieri contro la Germania è già sicura del primo posto nel gruppo B. Il suo allenatore, il giovane Slaven Bilic ex-difensore della nazionale, ha rivelato che c'è una cosa tra tutte che serve a caricare i suoi giocatori. Le canzoni della rockstar croata Thompson, molto popolare nei balcani e di ispirazione filo nazista.

(tratto da wikipedia)
Marko Perković Thompson (Ĉavoglave, 27 ottobre 1966) è un cantante e compositore croato, voce solista e leader dell'omonimo gruppo Thompson. Popolarissimo in patria, vi è conosciuto anche come combattente durante la guerra croata di indipendenza (Domovinski rat 1991-1995), come animatore ed organizzatore di eventi benefici ma anche come attivo militante (ancorché senza precisa appartenenza partitica) dell'estrema destra croata, cosa che lo ha portato spesso al centro di animate polemiche in merito a sue presunte simpatie filo-ustascia, polemiche che ultimamente hanno travalicato i confini nazionali.
(qui tutta la biografia del rocker bianco-rosso)


Se la Croazia andrà avanti sarà merito anche del suo nuovo allenatore (lo stesso che ha contribuito alla eliminazione della nazionale inglese, che ha dovuto ingaggiare Don "ditone" Fabio Capello). Per quando riguarda i metodi di motivazione preferiamo non commentare...anzi incoraggiamo anche noi gli azzurri prima di una partita decisiva. ascoltate e caricateviiiiii!!!






Mi tuffo in casa: Sebastian Prödl, furbizia classe 1987


Profilo
Capitano dell'Austria quarta al Mondiale FIFA Under 20 nel 2007, Sebastian Prödl ha confermato di essere uno dei giovani di maggiore talento negli ultimi 12 mesi. L'alto difensore centrale è formidabile nel gioco aereo, spesso si rende utile in attacco.

* Passato all'SK Sturm Graz all'età di 15 anni; ha poi esordito in prima squadra, debuttando nella Bundesliga austriaca il 9 dicembre 2006 nella sconfitta per 1-0 contro l'SV Mattersburg.
* Cinque mesi dopo ha segnato il suo primo gol in campionato – di testa contro l'SCR Altach (1-0) il 9 maggio 2007 – e ha esordito in nazionale, contro la Scozia, tre settimane più tardi.
* Ha aumentato la sua fama internazionale ai Mondiali Under 20 in Canada, giocando dal primo all'ultimo minuto tutte e sette le partite e segnando negli ottavi nella vittoria contro il Gambia (2-1).
* Titolare nelle qualificazioni a UEFA EURO 2008™; ha segnato con due colpi di testa quasi identici contro l'Olanda nel marzo 2008, durante un'amichevole in cui l'Austria era passata in vantaggio per 3-0 (per poi perdere 4-3).
* Giocatore chiave nella stagione in cui lo Sturm è finito quarto nella Bundesliga austriaca 2007/08 qualificandosi per la Coppa Intertoto UEFA.

Lo sapevi?
Prödl giocherà con il Werder Bremen la prossima stagione.

tratto dal sito ufficiale di Euro2008

Otto il portasfiga spagnolo




In Spagna le provano tutte. In occasione di Euro2008 Hanno messo in vendita una bambolina vodoo per scongiurare la sorte delle squadre avversarie. Si chiama Otto. Creato da Cuatro, canale tv che trasmette gli Europei. Lo stesso canale che ha coniato il motto "Podemos" (originale mai sentito uno "Yes, We Can"). Insomma credono che sia l'anno buono...e le provano tutte.
E' on line anche il gioco per poter "spillonare" il vodoo avversario.
Andate a questo link: http://otto.cuatro.com/ clikkate su Jugar e scegliete la squadra a cui volete portare sfiga.

giovedì 12 giugno 2008

Migrazione calcistica: se mi segni ti espulgo

Un esponente politico dell'estrema destra polacca non ha digerito i gol di Podolski.
Miroslaw Orzechowski, del partito ultracattolico Unione delle famiglie, ha proposto di togliere la cittadinanza polacca a Podolski (e Klose, anche lui di origine polacca). "Una cosa sono i polacchi che emigrano e per necessita' mantengono la nazionalita', un'altra invece quelli che giocano con le Nazonali di altri Paesi. La legge deve distinguere le due situazioni". E Podolsky manco ha esultato per rispetto, poveraccio. Ricorda Gaucci che quando il coreano Ahn segna contro l'Italia ai Mondiali di Korea-Japan, lo licenzia in diretta mentre è ospite da Biscardi.
(nella foto: il nazionalista
Miroslaw Orzechowski spiega in un asilo le regole per giocare al dottore)

A Polish far-right politician wants Polish-born German striker Lukas Podolski, who scored both goals in Germany's 2-0 victory over Poland in the European Championship on Sunday, to be stripped of his Polish citizenship. http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,559011,00.html

lunedì 9 giugno 2008

Voto sulla sportività in campo: Germania - Polonia

La rivalità sportiva e non tra i due paesi è nota.
Ma in campo ha regnato la sportività, (e anche al pub pieno di biondazze polacco-tedesche dove ho visto io la partita).
- Un tuffetto minimo di Ballack al limite dell'area polacca nel primo tempo.
- Da parte polacca un po' di fabbro-ferraismo sulle caviglie teutoniche.
La sportività è stata alta.
Voto 7 per la sportività dei giocatori in campo.

quelli che ben cantano

Deve essere bello farsi dei chilometri per vedere una partita degli Europei e poi finire la notte in carcere mentre gli altri festeggiano una vittoria. 140 tifosi tedeschi, forse imbufaliti per i macabri sfottò dei giornali polacchi, prima della partita di ieri intonavano cori nazisti (tipo "difendetevi, non comprate dai polacchi", come recitava la propaganda del III reich). Sono stati tutti fermati dalla polizia austriaca, e verranno presto rispediti a casa.


E così non hanno potuto assistere ai due gol del bravo Podolsky, un ragazzo che è nato in Polonia. Ieri dopo i due gol non ha neppure esultato, anzi era quasi triste. Forse ha pensato ai pochi connazionali che gli chiedevano un gol contro i "nemici" polacchi; o forse si è ricordato solo delle sue origini.

Magari quando correva in calzoncini avranno cantato anche a lui (come fanno molti negli stadi italiani, usando la parola negro) il coretto imbecille "il gol del naturalizzato non vale"?

qui l'articolo in tedesco sui 140 neonazi

Leo portaci le loro teste!



Leo Beenhakker, ct della Polonia, si è scusato per questa gustosa (perché di gusto?!? buono o cattivo che sia) copertina del giornale polacco Super Express prima di Germania - Polonia.
Come preparare gli animi dei tifosi a un match...

giovedì 29 maggio 2008

L'autorità di Donadoni (chi cerca trova)



Babbo Natale aveva chiesto che non si parlasse più di calciomercato in ritiro! Ed ecco il procuratore di Cassano che, attento alle richieste del mister azzurro, trova l'accordo con il Real, trova l'accordo con la Samp, trova un permesso speciale della FIGC per entrare a Coverciano, trova il tempo di far firmare Andonio Cassano e chiudere il contratto, trova 20 euro per terra vicino al bar di Coverciano, trova l'assassino di J. F. Kennedy (e trova così l'onorificenza della medaglia d'oro del Congresso USA), trova la palma d'oro a Cannes (con il film comico ispirato a Donadoni 'Lo chiamavano autorità') e trova casa a Saviano a Napoli (qui).

Sulla moda di Mancini (degli allenatori senza esperienza buttati su panchine prestigiose) Donadoni spera di emulare il blucerchiato con il pugno di ferro.

Giusto per ricordare uomini di ferro: il triestino Nereo Rocco...


« Tutto quello che si muove sull'erba, colpiscilo. Se è la palla, pazienza. »

giovedì 22 maggio 2008

Emigrati italiani



Mentre si parla tanto di pacchetto-sicurezza, segnalamo molti emigranti italiani del ventunesimo secolo all'estero.
E se in qualche paese istituissero un Commissario per l'emergenza italiani mafosi, pizza e mandolino?

tratto da Gazzetta.it

MILANO, 21 maggio 2008 - Sono 22 gli italiani che giocano in prima divisione nei vari campionati d'Europa: una pattuglia consistente, che Gazzetta.it ha tenuto d'occhio fino all'ultima giornata. Ecco, nel dettaglio, come sono andati i nostri "emigranti": per ognuno di loro, una pagella con il voto alla stagione.
INGHILTERRA
Cudicini (Chelsea) 7: Minuti in Premier League: 900. Presenze in Premier League: 10. Altre presenze (Champions League e FA Cup): 5 + 2. Non è facile essere il secondo di Cech, perché significa non avere mai una chance di giocare titolare. A meno che, ovviamente, il ceco non si infortuni. In questa stagione, Carlo è stato chiamato in causa più volte del solito e ha sempre risposto "presente". Qualche incertezza, pochi miracoli ma nel complesso tanta solidità. Una certezza.

SCOZIA
Donati (Celtic) 6: Minuti nella Scottish Premier League: 1.865. Gol: 3. Presenze nella Scottish Premier League: 25. Altre presenze (Champions League e Scottish FA Cup): 10 + 2 con 1 gol. Esaltante nel 2007, molto meno nel 2008. L'avventura di Donati al Celtic è iniziata benissimo, poi Strachan l'ha relegato in panchina, preferendogli Robson, Hartley e McGeady. Difficile capire il perché: quando ha giocato, Massimo è sembrato sempre all'altezza della situazione.
SPAGNA
De Sanctis (Siviglia) 6: Minuti in Liga: 632. Presenze in Liga 7 + 1. Altre presenze: (Champions e Copa del Rey) 5. Il suo campionato è durato dal 9 dicembre al 26 gennaio. Le 7 settimane nelle quali Andres Palop, portiere titolare e uno dei leader del Siviglia, è stato fuori perché infortunato. Ha fatto bene, Morgan, ma non è bastato per meritarsi la conferma. Dopo 5 stagioni da titolare all’Udinese non dev’essere facile abituarsi alla panchina.
Abbiati (Atletico Madrid) 6:Minuti in Liga: 1.824. Presenze in Liga 20 + 1. Altre presenze: (Coppa Uefa) 10. Discorso simile a quello di De Sanctis. Christian parte titolare solo in Uefa. Poi il 2 dicembre Leo Franco si fa male e Abbiati difende la porta dell’Atletico fino al 6 aprile. Contribuisce in maniera determinante all’assalto alla zona Champions dei colchoneros, ma quando rientra l’argentino, un altro che come Palop all’interno dello spogliatoio ha grande peso, deve accomodarsi in panchina. Anche perché Abbiati era arrivato in prestito dal Milan.

Sorrentino (Recreativo Huelva) 7,5: Minuti in Liga: 3.420. Presenze in Liga 38. Altre presenze: 0. La salvezza del Recre ha del miracoloso, ed è stata ottenuta grazie alle parate di Stefano. Orfani di Marcelino, gli andalusi sono partiti con l’ex doriano Victor Muñoz e si sono ritrovati con Manolo Zambrano, chiamato a ridare vita a una squadra affannata dalla interminabile nuotata nelle acque della zona retrocessione. Sorrentino veniva da due anni di Champions con l’Aek ma non ha avuto difficoltà ad indossare nuovi panni risultando decisivo in diverse occasioni.
Zambrotta (Barcellona) 5: Minuti in Liga: 2.108. Presenze in Liga 25 + 4. Gol: 0. Altre presenze (Champions e Copa del Rey): 1 + 6, senza gol. Travolto dalla valanga che ha investito il Barça, a -2 dal Madrid alla 25ª giornata ma capace di chiudere a -18. Seconda stagione senza trofei per i blaugrana: Zambro non sembra essersi ambientato granché e viene criticato sistematicamente dalla stampa catalana. Dovrebbe cambiare aria, chiudendo un’esperienza interessante ma poco fruttifera.
Cannavaro (Real Madrid) 8: Minuti in Liga: 2.788. Presenze in Liga 33. Gol: 0. Altre presenze (Supercoppa di Spagna, Champions e Copa del Rey): 9, con un gol. Destino opposto a quello di Zambrotta: due anni in Spagna, due campionati vinti. Il primo soffrendo, come tutto il Madrid, il secondo in maniera decisamente più brillante. Il capitano azzurro ha preso le misure alla Liga e gli infortuni dei compagni di reparto lo hanno costretto a una stagione sempre in prima linea. Meno falloso, meno ammonito, più determinante: Fabio aveva già conquistato tutti con la simpatia, quest’anno ha mostrato lampi del Cannavaro mundial. Per lui 4 campionati vinti di seguito, peccato che i primi due se ne siano andati a tavolino. Unico rammarico della stagione, l’uscita dalla Champions negli ottavi con la Roma.
Moretti (Valencia) 6: Minuti in Liga: 2.500. Presenze in Liga 28, con un gol. Altre presenze: (Champions e Copa del Rey) 16. La quarta stagione a Valencia gli porta una Copa del Rey e tantissima sofferenza. Non personale (a parte l’infortunio nel finale di stagione), ma per lo stato in cui si ritrova la squadra con la cacciata di Sanchez Flores, la chiamata di Koeman (poi a sua volta licenziato), l’allontanamento di 3 compagni e la salvezza conquistata solo alla penultima giornata. Emiliano è passato attraverso venti e correnti da Coppa America a modo suo: in silenzio, con il sorriso e la grazia abituali. E giocando sempre ad un livello accettabile, cosa non facile.
Tommasi (Levante) 6: Minuti in Liga: 1.219. Presenze in Liga 15, con un gol. Altre presenze: (Copa del Rey) 1 + 2, senza gol. Annata triste e sfortunata quella degli italiani al Levante. Damiano era l’unico già presente lo scorso anno, quello della salvezza prodigiosa. Ad inizio stagione sono arrivati Cirillo (17 presenze), Storari (17) e Riganò (14), poi per cercare di salvare la baracca il tecnico Gianni De Biasi. Se ne sono andati tutti dopo pochi mesi, e Tommasi si è trovato di nuovo solo. Il suo contratto è in scadenza e non ha alcun senso restare: il club è in Serie B e la situazione finanziaria disastrosa. Sul piano sportivo Damiano ha dato tutto fino a che ha retto il suo ginocchio, chiudendo la stagione il 16 gennaio. Lo stesso vale per Cirillo, Storari e Riganò, e soprattutto per De Biasi: prima di andare al Torino lasciandosi dietro parecchi soldi promessigli e non corrispostigli, il mister era riuscito a ridare dignità a una squadra lacerata dalla crisi economica (in due anni pagati il 20% degli stipendi) e frenata da enormi limiti tecnici.
Maresca (Siviglia) 5,5: Minuti in Liga: 1.193. Presenze in Liga 12 + 9. Gol: 1. Altre presenze (Supercoppa di Spagna, Supercoppa Europea, Champions e Copa del Rey): 12, senza gol. Infortuni, turnover e una squalifica hanno limitato presenze e rendimento dell’ex juventino. Enzo ha pagato la strana stagione del Siviglia, cominciata con la morte di Antonio Puerta e proseguita con la fuga di Juande Ramos al Tottenham. L’eliminazione a sorpresa col Fenerbahçe negli ottavi di Champions e il quarto posto lasciato all’Atletico Madrid solo per la differenza negli scontri diretti (e al ritorno Maresca si è fatto buttare fuori per un’aggressione al Kun Aguero) danno il tono della stagione.
Rossi (Villarreal) 7,5: Minuti in Liga: 1.784. Presenze in Liga 22 + 5. Gol: 11. Altre presenze (Uefa e Copa del Rey): 8 + 2 con 2 gol. Una stagione eccezionale fino a gennaio, poi in leggero calo per alcuni problemi fisici. L’esordio di Beppe Rossi nella Liga è di quelli da ricordare. Il Villarreal chiude dietro al Real Madrid, il ragazzino del New Jersey è il secondo bomber della squadra dietro Nihat. I giornali spagnoli dicono che per Beppe sono arrivate offerte dall’Italia da 25 milioni di euro, e sono state rifiutate.
GERMANIA
Toni (Bayern) 9: Minuti in Bundesliga: 2.634. Presenze in Bundesliga: 31. Gol: 24. Altre presenze (Uefa e coppa di Germania): 11 con 12 gol. Una stagione così, all'esordio nel Bayern, non se l'aspettava nessuno, forse nemmeno lui. Semplicemente immenso: sempre in rete, grappoli di gol in tutte le competizioni. Fantastica l'intesa con Ribery. Avesse battuto il record di Gerd Müller, gli avremmo dato addirittura 10. Ma quella resta una "mission impossible". Per ora.
FRANCIA
Grosso (Lione) 6,5: Minuti in Ligue 1: 2.599. Presenze in Ligue 1: 30. Gol: 1. Altre presenze (Champions League e coppa di Francia): 8. Spesso criticato, il suo futuro a Lione è incerto. All'eroe azzurro al Mondiale 2006 viene rimproverata una fase difensiva non sempre impeccabile, ma le critiche sono esagerate, perché il suo dovere l'ha fatto egregiamente.
Roma (Monaco) 6,5: Minuti in Ligue 1: 2.577. Presenze in Ligue 1: 29. Altre presenze (Uefa e coppa di Francia): 2. Stagione travagliata per il Monaco, che è stato più vicino alle zone basse della classifica di quanto fosse lecito attendersi. Flavio, però, è stato all'altezza della sua fama nella maggior parte delle circostanze.
OLANDA
Pellé (Az Alkmaar) 5 - Soltanto 16 presenze e 3 gol nel primo anno di Graziano in Eredivisie. Non è andata granché meglio in coppa Uefa. Van Gaal gli ha dato fiducia solo a volte, ma l'attaccante italiano non sempre è riuscito a ripagarla, nonostante l'impegno.
BELGIO
Mirri (Mons) 7,5 - Capitano coraggioso di un Mons che centra nuovamente la salvezza, grazie soprattutto alla solidità difensiva. Un reparto guidato da Mirri con testa e cuore.
Pistone (Mons) 6,5 - All'Everton lo davano per finito, lui si è rimesso in gioco e ha dimostrato al Mons di aver recuperato una condizione fisica accettabile dopo i tanti infortuni. Colonna della difesa.
SVIZZERA
Razzetti (San Gallo) 7 - Il voto è alla carriera da veterano degli italiani all'estero. In questa stagione, ha fatto la riserva di Lopar. Ovazione del pubblico alla sua ultima partita col San Gallo.
Guatelli (Zurigo) 6 - Poche apparizioni, è il sostituto di Leoni, uno dei portieri nel giro della nazionale svizzera. Ma ai dirigenti dello Zurigo è piaciuto, tanto da convincerli a riscattarlo.
POLONIA
Napoleoni (Widzew Lodz) 7 - Coinvolto nella stagione disastrosa del Widzew, retrocesso in B e quindi in C per via dello scandalo corruzione nel calcio polacco, Stefano è stato la sola nota positiva. L'ex talento del Tor di Quinto ha trovato il gol con continuità, ma non è bastato.
RUSSIA
Pelizzoli 5,5 - Ormai riserva di Levenets, Ivan ha iniziato la sua seconda stagione nel campionato russo sedendo in panchina, dopo un primo anno con luci e ombre. Potrebbe tornare in Italia in estate e forse, a questo punto, gli converrebbe.